venerdì 5 ottobre 2012

TF Prime S2: resoconto puntata 17

Da Hurt in poi, come si può notare, la programmazione delle puntate ha ripreso la consueta scansione settimanale: se però pochi giorni separano le puntate 16 e 17, ben più ampio è l'intervallo temporale fra le rispettive storie. Per la prima volta nella serie, infatti, Transformers: Prime fa un salto indietro nel tempo, dedicando un'intera avventura ai giorni della Grande Guerra cybertroniana, rompendo così anche la continuity fin qui stabilita (ma non in maniera brusca, come vedremo).

Di conseguenza, il titolo è Out of the Past (“Dal passato”), il giorno di trasmissione è stato il 31 agosto 2012 e il trailer già ci annuncia che la puntata contiene un grande ritorno (e una piccola new entry):



Arcee è stata catturata e viene portata sulla Nemesis, al cospetto del comandante Starscream, che le ordina di decodificare una trasmissione Autobot intercettata da Soundwave. Di fronte al rifiuto della guerriera, Starscream minaccia di far del male non a lei, ma all'altro ostaggio in suo possesso: Cliffjumper! Arcee però non si lascia piegare e non sembra aver a cuore la sorte del suo compagno di sventura.
Si tratta in realtà di un flashback: Arcee si è infatti ricordata del primo incontro con il suo futuro partner nel vedere Miko che tenta di aiutare Bulkhead a recuperare la piena mobilità. Dopo un po', però, Ratchet ordina una pausa per non far sforzare troppo il gigante meccanico. Miko si ritira quindi sulla cima del monte che contiene l'avamposto Omega-1 (la base Autobot), e piange, non vista da nessuno. Arcee interviene a consolarla e, per farle capire quanto comprenda i suoi sentimenti, le racconta l'inizio del suo rapporto con Cliffjumper.
Ai tempi, Arcee era reduce dalla triste dipartita del suo primo partner, Tailgate, ucciso da Airachnid [vedi “A caccia di terrestri (“Predatory”), puntata 12 della stagione 1] e quindi aveva risposto al dolore chiudendosi in se stessa. Torniamo così alla scena iniziale, con Arcee e Cliffjumper prigionieri nella Nemesis.
Starscream, furioso per non aver ottenuto dai nemici l'informazione che cercava, decide di portarli a Kaon, in un laboratorio attrezzato per gli interrogatori e gestito da uno scienziato molto speciale: Shockwave! Poiché i due Autobot non collaborano, le informazioni nascoste nelle loro menti verranno prelevate con una connessione psico-corticale [vedi “Mente malata” (“Sick Mind”), puntata 13 della stagione 1], un procedimento inventato dallo stesso Shockwave. Arcee è la prima a essere sottoposta al trattamento e così Starcream ottiene ciò che voleva: i dati criptati contengono una trasmissione di Optimus Prime, che invita gli Autobot sopravvissuti alla caduta di Cybertron a raggiungerlo sulla Terra.
Arcee sembra aver risentito dell'effetto traumatico causato dalla connessione e così Shockwave decide di terminare Cliffjumper, ormai inutile per i suoi scopi. L'Autobot però riesce furbescamente a far leva sull'orgoglio di Starscream, che quindi manda via Shockwave per occuparsi personalmente del prigioniero. A fermarlo è Arcee (nient'affatto annichilita dalla connessione psico-corticale) che quindi libera Cliffjumper: i due riescono poi a sapere da Starscream che Shockwave è riuscito a impadronirsi dell'ormai perduta tecnologia dei Ponti Spaziali e ne ha costruito uno nei sotterranei di Kaon.
Arcee e Cliffjumper sono quindi costretti ad allearsi per sabotare il Ponte: lei ne farebbe a meno, ma lui si dimostra comprensivo perché sa cosa è successo a Tailgate. I due si accorgono che il Ponte è indirizzato proprio verso la Terra, alle coordinate fornite da Optimus Prime nel suo messaggio. Così, per impedire che i Decepticon lancino un attacco al comandante Autobot, Arcee e Cliffjumper entrano in azione: la prima sabota il ponte, mentre il secondo distrae le guardie. Shockwave cerca di fermarli, ma l'azione combinata dei due è irresistibile. Alla fine i due abbandonano Kaon attraversando il Ponte Spaziale prima che questo esploda e anche l'estremo tentativo di Shockwave di fermarli si rivela inutile. Arrivati sulla Terra, Arcee e Cliffjumper capiscono che il loro non è stato soltanto un successo, ma l'inizio di un rapporto.


Che in cantiere ci fosse una storia sui presupposti del rapporto fra Arcee e Cliffjumper non era una novità, gli autori avevano infatti lasciato trapelare qualcosa, ma tutto sembrava sempre relegato alla sfera delle buone intenzioni, quindi il fatto di avere finalmente la puntata sotto gli occhi causa una certa sorpresa. La campagna pubblicitaria, peraltro, è stata molto in gamba nel giocare sull'equivoco se questa fosse effettivamente una puntata flashback o se Cliffjumper fosse al contrario tornato dal regno dei morti, contraddicendo così la regola enunciata dagli autori stessi per cui una volta scomparsi definitivamente, i personaggi non possono tornare in vita.
La storia rappresenta un ampliamento della prima parte della graphic novel realizzata come prequel della serie e pubblicata anche in Italia nei numeri 8 e 9 del Transformers Magazine della Panini. A scrivere sia la versione originale che questa sua rielaborazione c'è sempre Mike Johnson, mentre la regia è affidata a Todd Waterman. Il punto di maggiore originalità sta naturalmente nella contestualizzazione del racconto e nel lieve cambio di prospettiva attuato sulla storia: non più un semplice antefatto, ma un'indagine nella psicologia di Arcee e nella tendenza dei personaggi della serie a fondare legami di coppia. Per tutta la puntata, infatti, Arcee si dimostra scontrosa con Cliffjumper perché vuole evitare di rivivere il trauma della separazione avuto con Tailgate, ma infine accetta il nuovo compagno (che per triste ironia della sorte morirà anche lui, come visto nell'inizio della serie). Il tutto si riflette nel rapporto fra Miko e Bulkhead, rinnovando anche l'interesse della serie per la ragazzina umana e sancendo una sorta di circolarità, per cui il nostro mondo riflette un po' le dinamiche di quello cybertroniano: i Transformers, così, diventano terreno di analisi di dinamiche profondamente umane, ma anche un possibile monito alle estreme conseguenze degli errori cui anche noi siamo inclini.
Un altro elemento di novità è l'inserimento del personaggio di Shockwave, che qui mostra un design spigoloso più in linea con le vecchie impostazioni anni Ottanta e Novanta, rispetto alle linee morbide dei robot del nuovo corso. Peccato che a doppiarlo non ci sia più il grande Corey Burton, sostituito da un David Sobolov che ne accentua l'asprezza e la dedizione ferrea alla logica (molto in linea con le caratterizzazioni dei fumetti originali, finora poco sfruttate nelle varie trasposizioni).
Sempre a proposito di doppiaggio, a prestare la voce a Cliffjumper non c'è più Dwayne Johnson, ma Billy Brown, che comunque imita abbastanza il tono del collega: chissà se anche in Italia cambieranno il doppiatore!

Precedenti resoconti Stagione 2:

Fonti: La luna di Cybertron

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