venerdì 28 settembre 2012

TF Prime S2: resoconto puntata 11

Proseguiamo la manovra di “avvicinamento” alla programmazione americana di Transformers Prime - Stagione 2. A questo punto della serie, la continuity inizia a diventare più serrata e quindi consigliamo sempre di tenere ben presente la lettura dei precedenti resoconti.

La puntata 11 è Flying Mind, trasmessa da The Hub il 28 aprile 2012. Prima di passare alla trama e al commento vediamo il trailer, comparso in rete qualche giorno prima della trasmissione tv:



Dopo che Bulkhead ha sabotato il suo reattore, la Nemesis è bloccata a terra: Megatron decide quindi di usare le scorte di Energon Oscuro ancora in suo possesso per creare una simbiosi che gli permetta di comandare la nave come fosse un'estensione del suo corpo [ricordiamo infatti che la materia oscura è ancora nel corpo del comandante Decepticon dopo i fatti della prima stagione]!
Nel frattempo, gli Autobot preparano un piano d'attacco e Optimus Prime sceglie di usare l'Estrattore di Scintilla [in possesso degli Autobot da Operation Bumblebee – Part 1]. L'operazione ha subito inizio: l'Energon Oscuro, infatti, è stato già caricato nel reattore della Nemesis e la nave è di nuovo operativa. L'Agente Fowler partecipa alla battaglia come testimone e assiste alla disfatta degli Autobot, immobilizzati uno a uno da un raggio di stasi della Nemesis: un'arma di cui persino Knock Out ignorava l'esistenza!
Megatron cerca di recuperare l'Estrattore di Scintilla abbandonato da Optimus Prime, ma la Nemesis ignora i suoi ordini e cambia direzione, manifestando una volontà propria. La nave intima inoltre a tutto l'equipaggio di non interferire con le sue manovre! Il computer, infatti, sta decodificando i dati del Progetto Iacon e ha già individuato nuovi siti dove sono nascoste le reliquie cybertroniane: ora si sta dirigendo proprio al primo di questi. Quando Megatron capisce che la Nemesis non ha nessuna intenzione di servirlo e intende, al contrario, usare le reliquie per il proprio comodo, ordina lo spegnimento del computer centrale: ma, per tutta risposta, la Nemesis immobilizza ogni Decepticon con i suoi raggi di stasi!
Nel frattempo, alla base Autobot, Ratchet e gli umani notano che la nave Decepticon sta superando l'Atlantico ed è ora diretta verso il Nord America. Il fatto che la Nemesis si lasci individuare così facilmente non è normale; inoltre l'Estrattore di Scintilla è stato persino ignorato, un comportamento inconsueto per i Decepticon: è chiaro che sta succedendo qualcosa di imprevisto. Così Ratchet tenta di aprire un canale di comunicazione con la nave nemica: a bordo, però, nessun Decepticon è ormai libero, anche Megatron viene infatti raggiunto dal raggio di stasi proprio un attimo prima di abbassare la leva che avrebbe fermato la nave. A rispondere a Ratchet è la stessa Nemesis, che rivela le sue intenzioni (decodificare i dati del Progetto Iacon e impedire che qualsiasi cybertroniano possa interferire) prima di interrompere bruscamente la comunicazione.
Jack suggerisce di approfittare della situazione per raggiungere la Nemesis mentre i Decepticon sono fuori uso, in modo da scaricare i dati del Database di Iacon, che poi Optimus Prime potrà decodificare. Quanto accaduto con l'Agente Fowler, infatti, suggerisce che il computer della nave sia “cieco” agli organismi non cybertroniani. Fowler, Jack, Miko e Raf si recano perciò sulla Nemesis, dove Raf e Fowler iniziano subito a scaricare i dati. Osservando i movimenti della nave, peraltro, il gruppo capisce che la prima reliquia si trova nel sottosuolo di Manhattan: la guerra di Cybertron, infatti, risale a tempi in cui città come New York non erano nemmeno state costruite. La prospettiva è dunque che la Nemesis metta a ferro e fuoco la città, per recuperare il reperto!
Un tentativo di Fowler di usare la console gli provoca una scarica stordente e mette in allarme il computer, che inizia a scansionare l'area in cerca degli intrusi: poiché il suo programma non è però tarato sulle forme di vita organiche, Jack, Miko e Raf non vengono individuati, ma Ratchet li avvisa che lo stratagemma non funzionerà per sempre, il computer sarà infatti presto in grado di modificare i suoi parametri. A questo punto Jack suggerisce di provare a estrarre la riserva di Energon Oscuro che sta rifornendo il reattore, in modo da fermare la Nemesis.
Arrivati all'alimentatore principale, i ragazzi vi trovano Megatron in stasi: il Comandante Decepticon aveva avuto la loro stessa idea, ma non è riuscito a realizzarla! Mentre Jack cerca di spostare la leva, però, il computer centrale riesce a individuare Miko e Raf. Jack riesce comunque a fare in modo che il braccio prensile della Nemesis colpisca Megatron, spostandolo quel tanto che basta perché la mano del robot azioni la leva dell'alimentatore! I sistemi vengono così liberati dall'Energon Oscuro e la Nemesis perde finalmente la sua coscienza, tornando a essere una semplice nave da trasporto.
Mentre tutti i robot recuperano la loro mobilità e Ratchet attiva il Ponte Terrestre per far tornare gli umani alla base, Jack cerca di recuperare la chiave su cui sono stati scaricati i nuovi set di coordinate decodificati dalla Nemesis. Knock Out rischia di impedirglielo, ma fortunatamente Ratchet interviene a salvare l'umano e lo riporta alla base, insieme alla chiave, ovviamente.
Alla fine, Megatron si ritrova quindi con quattro nuovi set di coordinate, ma gli stessi sono anche nelle mani degli Autobot: sarà una gara a chi riuscirà a impossessarsi per primo delle quattro reliquie che i siti nascondono. Prima tappa, naturalmente, New York!

Continua...


La puntata è la prima scritta da Robert N. Skir: il nome non è sconosciuto ai fans dei Transformers, lo sceneggiatore ha infatti in curriculum alcuni episodi di Beast Machines! La regia è invece di Scooter Tidwell, molto attivo in questa seconda stagione: si tratta infatti del terzo episodio da lui diretto fino a questo momento dopo l'esordio con Orion Pax - Part 2.
Flying Mind è sostanzialmente una puntata di snodo, che prende le mosse direttamente dagli eventi narrati in Armada e getta le basi del seguente arco narrativo in quattro parti, ognuna delle quali sarà dedicata alla ricerca delle nuove reliquie codificate dalla Nemesis. Questo naturalmente non impedisce di considerare la storia valida di per sé, grazie alla prospettiva poco usuale offerta dai Decepticon in difficoltà per dissidi interni, con gli Autobot quasi costretti nel ruolo di comparse o, addirittura, di aiuto (seppure giocoforza) nei confronti di Megatron e compagni. La vicenda si situa inoltre nel pieno della mitologia fondata dalla Aligned Continuity: la presenza di una “mente volante” autonoma nella Nemesis, infatti, fa riferimento a un particolare noto soltanto a chi ha letto il romanzo Transformers Exodus o ha giocato all'appena uscito Transformers: Fall of Cybertron. La Nemesis altro non è se non Trypticon, il sauro/nave Decepticon, ridotto in stasi. La comparsa dell'Energon Oscuro, crea infine un collegamento con i fatti della Stagione 1, recuperando un elemento che sembrava destinato al dimenticatoio dopo l'arco narrativo riguardante Unicron.
In generale, l'avventura è semplice ma perfettamente equilibrata nell'utilizzare ogni elemento in modo funzionale e, per una volta, anche i protagonisti umani non sembrano messi lì per fare numero, ma hanno un ruolo molto attivo nella trama, a testimonianza di come questa Stagione 2 cerchi di rendere gli eventi più dinamici e le storie più fitte.
Da notare che la puntata è la prima, da quando Transformers: Prime è iniziato, a far pronunciare a Optimus la celeberrima frase “Autobots, Transform and Roll Out!” (“Autobot, trasformatevi e in marcia”), che nel doppiaggio potrebbe diventare “Trasformazione e in azione”, per lo meno stando a come è stata adattata la stagione 1: avremo tempo per verificare la cosa.

Precedenti resoconti Stagione 2:

Fonti: La luna di Cybertron

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